Prosa e nuovi linguaggi

  • LA DIRITTA VIA

    LA DIRITTA VIA

    dal 07/03/2013 al 16/03/2013

      

     

     

     

    16 MARZO 2013 h 20.00

     Armamaxa teatro

    LA DIRITTA VIA

    la Costituzione e Dante Alighieri senza distinzione di razza né lingua

     di e con Giuliano Turone

    musica originale in scena Mirko Lodedo

    ideazione del progetto e coordinamento artistico Enrico Messina

    produzione Armamaxa teatro/Residenza Teatrale di Ceglie Messapica

    organizzazione Massimo Momoli

     

    Giuliano Turone, magistrato oggi in pensione, racconta in musica le nostre due “carte fondamentali”: la Costituzione e la Divina Commedia.

    Giudice istruttore impegnato in importanti inchieste di criminalità mafiosa ed economica - tra tutte, nel 1981, quella sull’omicidio Ambrosoli, nel corso della quale furono scoperti gli elenchi della Loggia massonica P2 –, poi Pubblico ministero e infine Giudice di Cassazione, Turone ricorre oggi al teatro per promuovere la conoscenza e la difesa di una delle più avanzate “carte costituzionali del mondo”: la nostra, la Costituzione della Repubblica italiana.

    Dice Turone: "Di recente i continui attacchi, insulti e assalti subiti dalla nostra Costituzione mi hanno fatto scoprire il teatro civile. Insomma ho scoperto l'acqua calda: se tu fai una lezione sulla Costituzione, vengono a sentirti solo quelli che già ne conoscono il valore, mentre se tu ne fai uno spettacolo leggero, comprensibile e magari anche un po' divertente, puoi forse raggiungere anche altra gente".

     In questo tempo grigio di solitudini e sfrenato individualismo, gli italiani sembrano aver smarrito “la diritta via”. Come fossero precipitati in un profondo e inconsapevole “sonno sociale” che li ha intorpiditi facendo loro dimenticare l’importanza di tutelare e difendere da chiunque cerchi di calpestarli, o li metta anche soltanto in dubbio, i nostri diritti fondamentali.

    Ed ecco allora che il grido dantesco che rimbalza in giro per il mondo, “in Italia la diritta via è stata smarrita!”, si traduce nelle lingue di chi in Italia oggi arriva a cercare una speranza di vita e di futuro, convinto che quell'art. 10 della nostra Costituzione possa tutelarlo qui più che altrove, perché qui da noi: “… Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

    Per questo abbiamo chiesto a Giuliano Turone di raccontarcela la Costituzione, con la passione e l'amore di chi alla Costituzione ha dedicato tutta la sua vita. Utilizzando un linguaggio accessibile a tutti e con accanto la musica di Mirko Lodedo, musicista che della musica fa “lingua” del suo raccontare, l'ex magistrato muove proprio da quella “diritta via che era smarrita” per lanciarsi in un'appassionata lezione spettacolo fatta di memoria e di denuncia, in difesa dei principi fondamentali della carta costituzionale, dei valori che la informano, e ricordandoci che i “diritti inviolabili” in essa richiamati appartengono a tutti gli esseri umani, nessuno escluso: senza distinzione di razza né lingua, appunto.

     Per info su biglietti e prenotazioni vai nella sezione relativa.


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  • LA BAMBINA CIECA E LA ROSA SONORA

    LA BAMBINA CIECA E LA ROSA SONORA

    dal 19/03/2013 al 06/04/2013

     

     

     

    La bambina cieca e la rosa sonora

    da un testo di Anna Maria Farabbi

    musica di Vincenzo Mastropirro

    coreografie di Roberta Ferrara

     

    Mastropirro Ermitage Ensemble

    Vincenzo Mastropirro flauti/direzione

    Nicola Pisani sax soprano/baritono

    Domenico Bruno pianoforte

    Luigi Morleo percussioni

    Compagnia di danza contemporanea

    Equilibrio Dinamico

     

     “La bambina cieca e la rosa sonora”  tratto da un testo per musica di Anna Maria Farabbi, è interpretato da Vincenzo Mastropirro nella regia e nel continuum musicale per una musica sacra e infinita e da Roberta Ferrara per una danza essenziale e corporea intrisa di schegge d’amore.

     

    La stessa scrittrice annuncia l’opera: “Lo stupore infantile di chi si sporge nell’anello del pozzo. del pozzo cosmico. e chiede come un atto istintivo, allarmato, tenerissimo:  dove da dove perchè. e chiede dalle profondità del sé, con voce fragilissima. E questo chiedere fa un’eco impastato di vento e di frullo d’ali. Si modula, si orienta, si precisa, si potenzia come un velocissimo stormo vocale fino all’ombelico della pancia madre che è la vita mater, la vecchia, vecchissima, ancestrale mater. La durata del viaggio è la rosa sonora.  Dentro cui agisce tutta la cultura del mito, della sensorialità, del simbolo, del suono e del silenzio organico.

    Gli artisti offrono soltanto un tappeto volante per la lunghissima, intensa, spirale del viaggio. Io, l’idea e la tessitura delle parole.


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